Proprio come nel caso di una tv disturbata, la ricerca di un’immagine nitida di te stessa richiede di sgombrare il campo dalle interferenze. Modelli sociali, condizionamenti e giudizi dell’ambiente in cui ti muovi sono come il canto delle sirene. Parametri inaffidabili e specchi deformanti, che ti restituiscono una fotografia filtrata e distorta, capace di indurti malessere e senso di inadeguatezza. Assecondare simili aspettative rischia inoltre di farti smarrire all’inseguimento di identità schizofreniche. Come sei? Che cosa vuoi? La bussola a cui affidarsi è soltanto in te stessa. Basta il coraggio di riconoscere che l’ombelico del mondo è sempre ed esclusivamente il tuo. Pietra angolare da cui misurare il bello e il brutto, il giusto e l’ingiusto. Certezza da cui partire per te, giudizio inappellabile per tutti gli altri. È la tua coscienza a parlare. Bisogna soltanto fare silenzio e ascoltarla con attenzione.